Nel Municipio 5, lo spazio pubblico raccontato attraverso l’arte, le percezioni, le emozioni e l’esperienza quotidiana delle donne
Il 21 luglio 2026 alle ore 17.30, il percorso partecipato “Bari rigenera con cura” approda nella sede del Municipio 5, in Piazza Gianmarko Bellini a Palese.
L’iniziativa promossa dal Comune di Bari attraverso l’Urban Center in collaborazione con il Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Firenze è finalizzata alla redazione delle Linee Guida per una Rigenerazione Urbana inclusiva dal punto di vista di genere.
La Presidente del Municipio 5 Maria Morisco e la Vicesindaca e Assessora alla Rigenerazione Urbana Giovanna Iacovone , accoglieranno i cittadini per presentare il progetto ed avviare la mappatura partecipata del territorio con l’intento di raccogliere percezioni, luoghi del benessere, spazi di pace e paesaggi emotivi individuati dalle persone che vivono nel territorio comunale. Una cartografia costruita dal basso che restituisce una geografia della città fondata non soltanto sugli aspetti fisici, ma anche sulle esperienze, sui ricordi e sulle emozioni che caratterizzano il rapporto tra cittadini e territorio.
L’incontro sarà l’occasione per conoscere l’esito dell’esperienza urbana avviata nel mese di giugno dall’Accademia di Belle Arti di Bari, realizzata dal collettivo Pink Line, composto dalle studentesse Doriana Capacchione, Lan Lan Angela, Raffaella Longo, Gina Tamborra, Ruiwen Yi e Zhang Xueqi, nell’ambito del corso di Land Design coordinato dalla professoressa Jasmine Pignatelli.
Il progetto artistico “Abitare lo Spazio Pubblico. Alla ricerca delle Soglie Emotive Urbane”, nasce dalla riflessione sul rapporto tra corpo femminile e spazio urbano e sulla possibilità di abitare la città senza ridurre la propria presenza emotiva e fisica. Un’esperienza che si sviluppa a partire da una domanda semplice, ma fondamentale: quanto le persone, e in particolare le donne, si sentono realmente libere di abitare gli spazi pubblici della città?
Per molte donne lo spazio pubblico non è un luogo neutro, ma un territorio di continua negoziazione, attenzione e allerta. L’esperienza dell’attraversamento urbano si configura spesso come un percorso obbligato, finalizzato unicamente al raggiungimento di una meta. Il progetto si rivolge proprio a quelle donne che, per ragioni diverse, vivono una difficoltà nell’abitare lo spazio pubblico e sviluppano strategie invisibili di adattamento, fatte di autocontrollo, monitoraggio costante dell’ambiente, gestione dello sguardo e riduzione spontanea del tempo di permanenza. Abitare lo Spazio Pubblico propone una ricerca artistica sulle condizioni di abitabilità dello spazio urbano e sulla possibilità di esistere nella città senza sottrarre parti di sé.
L’intervento artistico si sviluppa attraverso ventiquattro manifesti affissi in diversi punti della città, concepiti come dispositivi temporanei di rallentamento e decompressione. I manifesti funzionano come piccole soglie emotive che interrompono l’automatismo dell’attraversamento e suggeriscono quattro movimenti: fermarsi, deviare, ascoltare e abitare. Attraverso parole, suggestioni e riferimenti poetici, il progetto propone una lettura alternativa dello spazio urbano, mettendo al centro il benessere individuale e collettivo e il diritto di vivere la città nella sua pienezza.
Ogni manifesto è costruito su tre livelli testuali. Le frasi di stop invitano a un’azione immediata, le frasi di soglia rappresentano il pensiero che emerge da quell’azione e le frasi poetiche, tratte da autori come Judith Butler, Clarice Lispector, Italo Calvino e Gaston Bachelard, amplificano l’esperienza aprendo uno spazio interpretativo più ampio. La parola occupa così lo spazio che il corpo spesso fatica ad abitare e diventa presenza, orientamento, possibilità.
L’intervento è accompagnato da un Qr Code che rimanda a una mappa digitale partecipata, articolata in diversi layout tematici dedicati ai profumi, ai luoghi di pace e agli spazi di bellezza. Ogni utente può inserire in forma anonima il proprio pin emotivo, contribuendo alla costruzione di un archivio vivo della città, basato su percezioni personali e sguardi non convenzionali.

Il progetto nasce all’interno del corso di Land Design, tenuto dalla professoressa e artista Jasmine Pignatelli, come esperienza didattica che unisce ricerca artistica e riflessione sullo spazio urbano. Pur originato da un punto di vista femminile, sviluppa una vocazione universale: ricreare una relazione più consapevole e sensibile con la strada, ampliando i gradi di libertà comportamentali e progettuali e favorendo un dialogo attivo con lo spazio naturale e antropizzato.
L’esperienza quotidiana dell’attraversamento urbano è spesso influenzata da percezioni, abitudini e comportamenti che condizionano il modo in cui si vive la città. Per molte donne, infatti, lo spazio pubblico non rappresenta soltanto un luogo fisico, ma anche un contesto nel quale si attivano continuamente pratiche di attenzione, adattamento e gestione della propria presenza. Il progetto dell’Accademia di Belle Arti prova a rendere visibili queste dinamiche attraverso un linguaggio artistico e partecipativo, trasformando la città in uno spazio di osservazione, ascolto e consapevolezza.
L’incontro proseguirà con il laboratorio partecipato di mappatura condivisa, coordinato da Anna Vella, dirigente del Settore Ufficio di Piano e Urban Center del Comune di Bari, insieme alle funzionarie e ai funzionari Nicola Disabato, Simona Fiore e Adriano Spada.
Attraverso attività di ascolto e confronto diretto, cittadine e cittadini saranno invitati a condividere bisogni, criticità, percezioni e opportunità presenti nel territorio del Municipio 5, contribuendo alla costruzione di una conoscenza collettiva dei luoghi e alla definizione di indirizzi utili per una città più inclusiva, accessibile e attenta alle differenze.
La tappa di Palese rappresenta un ulteriore momento di approfondimento del percorso “Bari rigenera con cura”, che dopo aver coinvolto associazioni, istituzioni, famiglie, bambine e bambini, amplia lo sguardo sul tema della rigenerazione urbana attraverso il contributo dell’arte, della ricerca e dell’esperienza vissuta nello spazio pubblico. Un’occasione per riflettere sul significato della cura dei luoghi e sul valore delle percezioni individuali nella costruzione di politiche urbane più eque, sensibili e partecipate.
Per ulteriori informazioni per il programma dei prossimi incontri del percorso, si rinvia al sito web dell’Urban Center Bari:
“Bari rigenera con cura”: presentato il percorso partecipato per una rigenerazione urbana inclusiva
Compila, in forma anonima, il questionario che stiamo utilizzando per raccogliere informazioni e indicazioni. Per noi è importante! Grazie per la collaborazione https://forms.cloud.microsoft/e/vW7B4uKVAm?origin=lprLink
